Identità Golose September 2016

Scena: fine cena di sabato 27 agosto. Chi scrive si accomoda nel salottino sopra al ristorante, al Reale Casadonna di Castel di Sangro. Dopo pochi minuti arriva Niko Romito, il padrone di casa. Gin tonic e chiacchiere: entrambi – visto il personaggio – di assoluto livello. Lui parla ispirato, lucido, attento, prendendosi pause di riflessione, soppesando le parole, addensando i concetti, bilanciando i toni, centellinando l’essenza del suo pensiero. Il paragone coi suoi piatti è fin troppo ovvio, ma fondato. Lo ascolto senza prendere appunti come pur andrebbe fatto: è forte la tentazione di chiedere una pausa per agguantare il block notes rimasto di sotto… ma meglio così, meglio lasciar divagare Niko liberamente, fuori dagli imbarazzi, dalle reticenze, dalle schematicità di un’intervista classica. L’importante – mi dico – è fissare nella memoria quanto sta raccontando, perché varrà bene un articolo. Questo articolo, per la precisione. (La cena è stata eccezionale. Una carrellata di entusiasmante “m inimalismo concentrato” tra grandi classici – Animelle, panna, limone e sale (2013), Assoluto di cipolle, parmigiano e zafferano tostato (2010), Gel di Vitello, porcini secchi, mandorle e tartufo nero (2011) – piatti più recenti (favoloso il Cocomero e pomodoro, anno 2015) e recentissimi: Verza arrosto, Tortelli con pollo, sedano e maggiorana, Spigola, capperi e prezzemolo)…

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