Panorama June 2015

È bello fare domande a Niko Romito. Anche se la nuova avventura milanese preme, ti regala un’attenzione intensa, pacata, sorridente, e le risposte emergono da zone intime, profonde, rarefatte. Come la sua cucina, distillata attraverso una naturale vocazione alla meditazione che trasferisce nel piatto l’essenza del paesaggio: il fiume, i boschi, il terreno scabro intorno a Castel di Sangro (L’Aquila). Non sembra un caso che Casadonna Reale, il suo ristorante, sia un ex monastero, di cui conserva la severità nell’arredo claustrale e nella semplicità del menu. Semplicità solo apparente, perché per arrivare all’«assoluto di cipolla» o ai famosi «spaghetti e pomodoro», i passaggi tecnici sono una decina. Ma se la cosa finisse qui, Romito sarebbe un bravissimo cuoco e basta. Invece, e gli studi di Economia e commercio si fanno sentire, è l’imprenditore di Spazio, già una case history, che affida ai diplomati della sua scuola la gestione di una formula di ristorazione duplicabile, che lui chiama la «cucina del mezzo», perché a un costo medio di 50 euro offre un’esperienza gastronomica alta…

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